Se nel 1999, quando Kevin Ashton coniò il termine, l’Internet of Things era solo un’ipotesi di un futuro lontano, oggi a distanza di 18 anni l’IoT comincia a delinearsi come una realtà. L’internet delle cose, mette a dialogare tra loro “oggetti intelligenti” senza bisogno dell’intervento umano o di processi di elaborazione.

TecnoET da sempre all’avanguardia con le nuove tecnologie, anche in questo ambito si pone in prima linea: l’Internet of Things e l’Industria 4.0 sono infatti delle peculiarità per un’azienda sempre innovativa ma dal design Made in Italy dei suoi prodotti e le sue tecnologie.

Le previsioni indicano che nel 2017 saranno 8 miliardi gli oggetti connessi, paradossalmente più dell’intera popolazione mondiale (ad oggi di circa 7.5 miliardi), ciò offre numerosi vantaggi nella vita quotidiana, ma non solo.

Gli ambiti in cui l’Internet of Things è applicabile sono:

Domotica, in cui l’Internet of Things è applicata alla gestione della casa;
Robotica, tecnologia applicata ai robot affinché svolgano compiti che in genere sono eseguiti dall’uomo;
Aviazione, in cui la tecnologia è applicata al pilotaggio e alla comunicazione sugli aerei;
Industria automobilistica, per nuove applicazioni per l’automobile, le smart car, che assistono il guidatore;
Industria biomedica, in cui l’Internet of Things è applicato alla gestione dei pazienti e ad interventi chirurgici;
Smart City e Smart mobility, in cui la pianificazione urbanistica è volta alla relazione tra infrastrutture e cittadini, ne consegue che anche la mobilità è regolata a seconda della vita dei cittadini

L’Industria 4.0 è anch’esso oggetto dell’IoT, anzi, ne è un precursore e ne consegue che con la Smart Manifacturing vi è un processo di digitalizzazione nel mondo dell’industria e nel nostro paese rappresenta un business di 1.200 miliardi di euro, solo nel 2015. L’Industria 4.0 è diventato un elemento talmente importante da richiedere un Piano da parte del Governo, il Piano Calenda in cui vengono elencati 3 componenti cardine, ovvero gli investimenti, la formazione, dovuta ad un aumento delle skills richieste in nuovi ambiti e infine gli standard, uguali in tutta Europa.